"E’ con viva soddisfazione che presentiamo oggi i risultati dell’indagine condotta dall’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna sul patrimonio artistico di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena.
Essi si riferiscono specificamente alla raccolta d’arte moderna, le cui componenti sono state analiticamente censite e studiate.
Grazie a questa inchiesta conoscitiva è stato dunque possibile valutare la consistenza e le caratteristiche di un “bene culturale” che ora, per la prima volta, diviene patrimonio effettivamente comune, certamente degno di figurare tra le raccolte d’arte moderna e contemporanea della nostra regione.
Formatasi a partire dall’immediato dopoguerra, ed alimentatasi nella fervida stagione dei premi e concorsi d’arte a livello territoriale tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la raccolta provinciale si è poi incrementata nel corso dei decenni con diverse acquisizioni soprattutto a sostegno della creatività artistica locale o in diretta connessione con mostre e rassegne d’arte in ambito romagnolo.
Sono quasi trecento le opere, tra dipinti, disegni, stampe, sculture, attualmente collocate negli spazi di rappresentanza e negli uffici del Palazzo della Provincia. Tra queste non mancano testimonianze esemplari della vicenda figurativa romagnola con riflessi rimarchevoli nel quadro dell’arte nazionale del nostro secolo, come si può osservare nella mostra allestita per la presentazione della raccolta. Si può dire, anzi, che per quanto concerne il periodo del secondo dopoguerra, sul quale l’esposizione è incentrata, questi rari, inediti e prestigiosi ‘Quadri in Provincia’, forniscano un contributo conoscitivo certamente rilevante sulle tematiche della cultura neorealista in Italia.
Naturalmente, consideriamo questa occasione solo come l’inizio di un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio artistico della Provincia di Forlì-Cesena, un’occasione anche per riaffermare con forza la ‘pari dignità’ dell’arte moderna e contemporanea con gli altri beni che compongono il patrimonio culturale della nostra regione."

Liviana Zanetti
Assessore alla Cultura
della Provincia di Forlì-Cesena

 

 

"La campagna di rilevamento del patrimonio artistico della Provincia di Forlì-Cesena e l’esposizione che ne è scaturita, con le sue opere esemplari di uno dei momenti più significativi della vicenda figurativa romagnola del Novecento, si richiamano ad una delle più rilevanti linee di ricerca condotte nell’ultimo periodo dall’Istituto per i Beni Culturali. Sotto il titolo di ‘Archivi dell’Arte’, infatti, il ventesimo secolo emiliano e romagnolo è oggetto di diverse indagini conoscitive che coinvolgono  gallerie e raccolte pubbliche del sistema museale regionale, con i loro ‘fondi’ documentari che riferiscono sui processi di formazione e sugli sviluppi delle collezioni e che spesso rivelano capitoli del tutto inediti della cultura novecentesca nella nostra regione.
Dalle carte dunque, e non solamente dalle opere, scaturiscano informazioni preziose su fatti, personaggi, situazioni legate a momenti di particolare vitalità culturale delle nostre città e dei nostri paesi. Basti pensare, ad esempio, alla riscoperta di quel fervido momento creativo che coincise con la stagione delle rassegne e dei concorsi d’arte negli anni del secondo dopoguerra, compresa anche quella particolarissima serie di premi legati alla Resistenza, alle lotte di liberazione, alle tematiche sociali e del lavoro.
A quegli stessi anni, a quegli stessi temi, si riferiscono alcune tra le opere pittoriche più interessanti della raccolta d’arte moderna della Provincia di Forlì-Cesena, e opportunamente, esse vengono raccolte in una mostra che offre nuovi, inediti contributi alla conoscenza dei fenomeni artistici connessi alla cultura italiana neorealistica. Dipinti e disegni come quelli dei cesenati Sughi, Cappelli, Caldari, Piraccini, dei forlivesi Barbieri e Pantieri, dei riminesi Bonini e Menghi, del ravennate Ruffini garantiscono, inoltre, un qualche punto d’organicità ad una raccolta che si presenta sostanzialmente non omogenea, sia dal punto di vista costitutivo che sul piano qualitativo.
Sebbene non manchino esemplari d’un certo interesse anche fra quelli acquisiti più di recente, si può affermare che proprio tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in stretta connessione con il vivaca clima culturale di quel tempo, la raccolta provinciale di Forlì ha ricevuto il suo impulso più significativo. Opportunamente, nell’odierna esposizione ed in questo stesso catalogo, vengono con precisione richiamate quelle modalità aggregative, determinate da una precisa volontà amministrativa, di garantire al mondo dell’arte locale ed in particolare alle giovani leve, un qualche sostegno incentivante, non episodico e momentaneo. Si tratta, a nostro avviso, di informazioni preziose, tanto più se l’Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena vorrà cimentarsi in una nuova politica di acquisizioni in grado di apportare significativi incrementi e validi aggiornamenti alla sua raccolta."

Nazzareno Pisauri
Direttore dell’Istituto per i Beni
Artistici Culturali e Naturali

 

LA RACCOLTA D'ARTE MODERNA
DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE
DI FORLI’-CESENA

Formazione e stato attuale

La Raccolta d'Arte Moderna dell'Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena comprende attualmente oltre duecentocinquanta esemplari tra dipinti, opere grafiche e sculture.
La sua formazione risale al periodo dell'immediato  dopoguerra, con incrementi rilevanti nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta. Accessioni sporadiche si segnalano, invece, nei decenni successivi.
Nel suo complesso, il patrimonio artistico provinciale non presenta elementi di unitarietà ed organicità. Gli “ingressi” delle opere si sono succeduti nel tempo in maniera per lo più occasionale ed episodica. Solamente nella fase iniziale le acquisizioni sembrano effettivamente corrispondere ad una politica di investimenti da parte della Provincia, indirizzata ad una reale promozione dell'arte in ambito territoriale.
L'intero nucleo è oggi ospitato all'interno del Palazzo della Provincia con funzione di abbellimento degli spazi di rappresentanza e degli uffici dell'Ente. Un limitato numero di esemplari risulta collocato in alcune sedi decentrate. Le opere, iscritte negli inventari generali dell'Amministrazione, sono state di recente censite dall'Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna in modo sistematico ed organico, nonostante le notevoli difficoltà procurate dalla diffusione dei materiali e dalla mancanza di supporti documentali relativamente  alle singole opere.
E' allo studio il riallestimento della raccolta e l'esposizione permanente delle opere più significative in appositi spazi del Palazzo della Provincia.

 

Attributi e caratteristiche

La raccolta esprime un interesse preminentemente locale, anche se non mancano opere rappresentative della vicenda artistica italiana nel secondo Novecento.
Di straordinaria importanza sono le pitture risalenti alle fasi giovanili di taluni noti pittori romagnoli, attivi nel clima culturale del neorealismo: da Caldari, Cappelli, Sughi, Piraccini ed altri esponenti del “cenacolo” cesenate, ai riminesi Bonini e Menghi, al ravennate Ruffini, ai forlivesi Barbieri e Pantieri. Più in generale, risulta efficacemente rappresentata la vicenda figurativa romagnola degli anni Cinquanta e Sessanta mediante le opere di alcuni tra i principali artisti della prima generazione del Novecento, da Maceo a Mandolesi, da Brunetti a Crispini, da Buscaroli alla Nardi Spada.
Esemplari d'un qualche pregio si segnalano nel nutrito corpus di opere grafiche, con incisioni e stampe litografiche di maestri del Novecento italiano, come Sassu, Mandelli, Morlotti, Treccani, Attardi, Migneco. Per la loro consistenza meritano un cenno anche le serie grafiche degli artisti forlivesi Maceo Casadei e Werther Morigi.
Alla produzione romagnola tra gli anni Settanta e Ottanta si collega un ristretto numero di opere meritevoli di menzione. Si ricordano quelle dei forlivesi Nadiani, Maltoni, Casadio e Fiorini, del santasofiese Aleotti, dei cesenati Medri e Panzavolta, del riminese Rinaldini. Dal “Premio Campigna” del 1974 deriva un pregevole dipinto di Vito Tongiani, mentre tra le più recenti acquisizioni figurano un grande pannello in terracotta di Antonio Giosa e la tavola grafica di Paola Emiliani allegoricamente illustrativa del territorio provinciale. Altri “ingressi” nel corso dell'ultimo decennio sono legati all'erogazione di contributi finanziari a favore del premio di pittura “Città di Forlì”.

 

Pittura in Romagna
tra gli anni Cinquanta e Sessanta

La mostra riunisce oltre cinquanta opere pittoriche e grafiche della Raccolta d'Arte Moderna dell'Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena. Si tratta di opere generalmente inedite e comunque largamente sconosciute che rimandano ad un momento particolarmente interessante dell'intera vicenda artistica romagnola del nostro secolo, dall'immediato dopoguerra a quasi tutto il corso degli anni Sessanta.
Al tumultuoso confronto di idee e tendenze, che ha segnato l'arte italiana di quel periodo, rimandano i dipinti ed i disegni esposti.   Le opere rientrano tutte in quella costante figurale che anche nei precoci abbozzi di rottura e negli sbocchi espressionistici di corrosione delle forme, manifestata da alcuni artisti della cosiddetta “generazione di mezzo”, non viene mai fino in fondo cancellata.    In questa direzione, sul fronte composito della nuova pittura di realtà, non mancano nella mostra notevoli esempi attestanti una continuità di modi espressivi rispetto alla tradizione figurativa otto-novecentesca.
Tale continuità traspare anche nella serie di pitture che riportano al giovanile impegno sociale di alcuni tra i maggiori artisti romagnoli contemporanei, interpreti di un realismo che manifesta però un'aspirazione verso nuove conquiste formali a contatto con i movimenti artistici del secondo dopoguerra.

 

Acquisizioni e Premi di pittura

Un numero considerevole di opere della raccolta provinciale, tra quelle che si riferiscono agli anni Cinquanta e Sessanta, risulta acquisito in occasione delle principali rassegne artistiche promosse in quel tempo in ambito romagnolo, come nel caso delle edizioni della Biennale d'Arte Romagnola di Forlì, a partire dal l951.
Due manifestazioni “a premi” furono promosse direttamente dall'Ammistrazione Provinciale di Forlì. La prima, nel 1957, ebbe come tema “il mondo della scuola nei suoi molteplici aspetti”. Al concorso parteciparono trentatre artisti romagnoli, le cui opere vennero giudicate dai critici Francesco Arcangeli, Cesare Gnudi, Raffaele De Grada, Marcello Azzolini. I sei premi in palio furono attribuiti a Eugenio Barbieri, Osvaldo Piraccini (primi ex aequo), Cesare Filippi, Irene Ugolini Zoli, Carlo Crispini, Obes Gazza. I dipinti di Barbieri, Piraccini e Gazza figurano nella raccolta provinciale.
Risale al 1964 il Premio di Pittura “Amministrazione Provinciale di Forlì”. Il concorso è dotato di un montepremi di ottocentomila lire. Compongono la commissione giudicatrice i critici Francesco Arcangeli, Raffaele De Grada e Marcello Azzolini, oltre al pittore Luciano Caldari. Nella graduatoria di merito figurano, nell'ordine, le opere di Giuseppe Balestra e Pino Reggiani, Vittorio D'Augusta, Vito Montanari e Mario Bocchini, Carlo Crispini e Osvaldo Piraccini. Un premio minore viene assegnato all'opera di Silvano (Aurelio Barducci). Fanno parte della raccolta provinciale le opere “premiate” di Balestra, Bocchini, D'Augusta, Piraccini e Silvano.