
Cesena, 1931
Inizia a dipingere giovanissimo dapprima con Giovanni Cappelli e quindi con Alberto Sughi. Da questi artisti viene indirizzato alla problematiche ed alle tematiche neorealiste, affrontate senza manifesti cedimenti alla retorica populista diffusa nell’immediato dopoguerra. Nelle opere d’esordio esprime una naturale vocazione lirica che si consolida a contatto con Marcello Muccini a Firenze. L’iniziale impronta figurativa si fa ora più rarefatta, si frange, si dilata con una gamma tonale essenziale e raffinati accostamenti cromatici. Inizia la fase della cosiddetta ‘pittura grigia’, pastosa e vibrante, di marca intimista.
Nel 1957 è premiato a Mosca alla Mostra mondiale dei Giovani Artisti. Due anni più tardi espone a Roma assieme ad altri undici pittori italiani, fra i quali Calabria, Gianquinto, Guccione, Quattrucci, Tornabuoni, in una mostra promossa da Dario Micacchi. Durante gli anni Sessanta e Settanta, Piraccini è presente in numerose rassegne nazionali e riporta significativi successi in diversi concorsi d’arte (Marzabotto 1960, Bologna 1962, Reggio Emilia 1963, Premio Campigna, S. Sofia 1965 e anni successivi). Allestisce numerose personali a Roma (città nella quale opera stabilmente dai primi anni ‘70) ed in altre città italiane.
Approssimatasi alla sfera degli ultimi
naturalisti di Francesco Arcangeli, nella fase più recente la pittura di
Piraccini esprime valori di sintesi tra realtà visibile e poetica informale.
Bibl. essenz.: A. Trombadori, Osvaldo Piraccini, catalogo della mostra (Roma, Galleria Nuovo Carpine, 1972), Bari 1972; F. Solmi, Osvaldo Piraccini, catalogo della Mostra (Budrio, Auditorium comunale, 1985), Bologna 1985; Piraccini: 40 anni di pittura, 12948-1988, catalogo della mostra (Cesena, Galleria comunale d’arte, 1988), Cesena 1988; Osvaldo Piraccini. Terramare. Frammenti di paesaggio in Romagna, catalogo della mostra (Forlì, Palazzo Albertini, luglio - agosto 1999), Cesena 1999.