
Forlì, 1915 - 1990
Autodidatta, inizia a dipingere giovanissimo, partecipando ad importanti rassegne artistiche a livello nazionali (Trieste, 1936; Cremona, 1949; Mostra d’arte sacra di Genova, 1949 e ’51) e, già nell’immediato dopoguerra, alle principali mostre a premi in ambito romagnolo. Artista versatile, si distingue per l’uso di personali tecniche pittoriche e grafiche (come la ‘penna su tela’ o la pratica dell’affresco), alla ricerca di effetti speciali per le sue scene generalmente ispirate alla vita ed al paesaggio romagnoli. Frequente è il tema della natura morta che l’artista iscrive in un ciclo continuo denominato ‘La Natura Silente’. A partire dagli anni Sessanta, svolge un’intensa attività espositiva sia in Italia che all’estero (Roma, New York, Parigi, Firenze, Vienna, Londra, Milano).
Una vena onirica filtra nelle opere più recenti di Morigi, che si mostrano come immagini riflesse di una realtà comunque costantemente vissuta nella sua dimensione quotidiana.
Bibl. essenz.: A. Gheller, Werther Morigi: magiche stagioni, s.l., 1993.