Pontelagoscuro, 1902 - Bologna, 1982

Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, si trasferisce a Forlì dove intraprende l’attività di insegnante, dedicandosi nel contempo alla pittura. A partire dall’immediato dopoguerra è presente nelle principali rassegne d’arte a livello regionale. Ottiene importanti riconoscimenti (diverse edizioni del Premio Campigna e del Premio Cesenatico 1954).

Paesaggista e autore di nature morte e scene d’interno, Crispini affonda le radici della sua arte nella conoscenza dei ‘nabis’ francesi ed in particolare di Bonnard con ascendenze dirette dal conterraneo Giovanni Boldini. Artista appartato e solitario, sostiene la sua pittura grazie ad una naturale vena poetica dalla quale scaturiscono opere raffinate per la particolare scansione cromatica, equilibrati contrasti di luce e delicati passaggi tonali. Crispini svolge un ruolo preminente nella vicenda figurativa romagnola, scandendo la sua opera tra persistenze postimpressioniste, aderenze sostanzialmente di stampo realista ed un’aspirazione neonaturalista che affiora specialmente nella fase matura.

Bibl. essenz.: Carlo Crispini, catalogo della mostra, Milano 1958; M.  Monteverdi, Dipinti di Carlo Crispini, Bologna 1972.