Cesena, 1923 - Milano, 1994

Studia a Bologna, dove si diploma al Liceo Artistico. Frequenta gli ambienti accademici, seguendo la Scuola libera di nudo diretta da Virgilio Guidi. Si accosta fin dai primi anni Cinquanta alle tematiche neorealiste, unitamente ai coetanei cesenati Sughi e Caldari ed al più giovane Piraccini. Soggiorna a Torino e quindi a Roma, dove entra in contatto con gli artisti del Portonaccio. Dipinge scene di vita popolare e di lavoro bracciantile e contadino, in ambienti di valle e di mare. Tra i dipinti a sfondo sociale si distinguono quelli a soggetto resistenziale (Rappresaglia nella Bassa, primo premio alla Mostra della Resistenza di Ferrara del ’55; Eccidio di Marzabotto, dipinto nel 1960 per il ‘Premio Nazionale’ indetto dalla città martire dell’Appennino bolognese). Nel 1956 è invitato alla Biennale veneziana.

Nel 1959, l’artista si trasferisce a Milano (qui nel ’53 aveva allestito la sua prima importante mostra personale) e affronta nuove tematiche sociali connesse alla vita metropolitana, alla degradante condizione delle masse urbanizzate. L’artista guarda con trepidazione e intensa partecipazione alla realtà dei bisognosi, di quanti vivono ai margini della società del benessere, figure che sulle tele appaiono immerse in atmosfere cupe, dense, fumose, ossessivamente opprimenti.

Anche nel corso degli anni ’70 persistono nella pittura di Cappelli immagini iconiche di una civiltà dei consumi, fino alla fase di lavoro più recente, quando affiora pure un bisogno contemplativo, come dimostrano taluni paesaggi, sia quelli gardigiani dipinti dal vero che quelli tratti dalle giovanili memorie adriatiche.

M. Valsecchi, Giovanni Cappelli, Milano 1972; M. De Micheli, Cappelli. Mostra antologica 1956-1974, Cesena 1974; M. De Micheli, Giovanni Cappelli, Bologna 1983 (con bibl. prec.); Giovanni Cappelli, Testi di D. Formaggio, P. Levi, G. Bonini, Milano 1989; Giovanni Cappelli (1923-1994). Mondo contemporaneo e cuore antico, catalogo della mostra (Cesena-Cesenatico, dicembre 1988-gennaio 1999), Cesena 1998 (con bibl. prec.).