Savignano sul Rubicone, 1925

Studia a Bologna, dove si diploma al Liceo Artistico nel 1945. Opera a partire dagli ultimi anni Quaranta, a contatto con i coetanei cesenati Alberto Sughi e Giovanni Cappelli. Soggiorna a Roma, dove espone alcune opere grafiche in una mostra collettiva alla Galleria Einaudi nel 1951. Nello stesso anno allestisce una ‘personale’ alla Galleria Bergamini di Milano.

Alle prove giovanili, nelle quali sono rilevabili anche alcune desinenze di gusto postcubisteggiante, segue una fase d’impegno militante nella sfera del neorealismo. Caldari affronta i temi canonici della pittura sociale, dipingendo scene e personaggi tratti dal lavoro bracciantile e contadino. Frequenti sono le scene di vita marinara (nel 1953, l’artista partecipa alla ‘Biennale del Mare’ di Rimini). Dedica alcune opere anche alle tematiche resistenziali (nel 1960, ottiene un importante riconoscimento al ‘Premio Marzabotto’ con l’opera intitolata Dolore per il figlio caduto, del ’54). Nel 1956, è presente alla Biennale veneziana. Successivamente espone in importanti rassegne d’arte allestite in diverse città dell’est europeo.

Caratterizzato all’inizio dalla particolare incisività del segno e al tempo stesso dalla scarna essenzialità del timbro pittorico, il realismo di Caldari diviene alquanto più rarefatto nel corso degli anni Sessanta. A contatto con l’ambiente artistico milanese, l’artista volge il proprio interesse alla condizione dell’uomo contemporaneo nel contesto sociale del suo tempo. Successivamente, si dedica prevalentemente all’insegnamento artistico presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

Bibl. essenz.: M. De Micheli, Caldari, mostra antologica, 1951-1974, catalogo della mostra (Cesena 1974), Bologna 1974 (con bibl. prec. e apparati documentari).