
Medicina, 1913
Dopo gli studi artistici a Bologna, si dedica attivamente alla pittura. La sua prima significativa apparizione pubblica risale al 1933 a Palazzo Strozzi di Firenze nell’ambito della rassegna La Giovane Pittura Italiana. Nel 1942 è presente al ‘Premio Bergamo’. Partecipa alle lotte di liberazione nelle campagne bolognese.
Nel dopoguerra, dopo un soggiorno a Parigi (dove assimila la lezione postcubista picasssiana), figura tra i maggiori esponenti del neorealismo italiano. In questo periodo entra in contatto con gli ambienti artistici romagnoli, dediti anch’essi alla pittura d’impegno sociale, svolgendo a Bologna un ruolo militante di promozione e di sviluppo delle arti. Con Mandelli, Minguzzi, Rossi e Priori è tra i fondatori della Galleria ‘Cronache’. Borgonzoni esprime una pittura dai forti contenuti sociali e di denuncia dello sfruttamento delle classi operaie e bracciantili da parte delle grandi proprietà terriere ed industriali.
Nel corso degli anni Sessanta e Settanta
trasferisce il proprio impegno civile in importanti cicli pittorici aventi come
temi aspetti preminenti della vicenda storica del suo tempo; tra gli altri,
riveste un valore emblematico il Concilio Vaticano II, nel quale l’artista
dipinge - con animo tormentato e partecipe - gli effetti dell’immobilismo
clericale a fronte dei mutamenti epocali della società. Ugualmente di denuncia
è il ciclo intitolato Maschere del potere dell’informazione. Gli anni Novanta
si aprono all’insegna di una nuova fase di sperimentazione formale,
specialmente basate sulle soluzioni materiche e spaziali delle proprie
composizioni, come mostra la serie di ‘Archeologia dei suoni e delle forme’.
Bibl. essenz.: F. Solmi, Aldo Borgonzoni e le campagne padane, Bologna 1984; C. L. Ragghianti, Aldo Borgonzoni, Bologna 1986; G. Di Genova, Aldo Borgonzoni. Le maschere del potere, Bologna 1991; Aldo Borgonzoni, “Concilio Vaticano II’. Motivi e riflessioni, Bologna 1994 (con bibl. prec. e apparati documentari).