
Cesena, 1927-1999
Frequentata l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, inizia ad operare a Cesena nel contesto della pittura neorealista, a contatto con gli esponenti locali del movimento e con l’ambiente bolognese rappresentato in particolare da Aldo Borgonzoni. Trasferitosi a Milano, inizia alcuni cicli tematici dedicati alla realtà metropolitana (i Semafori e gli Alveari umani).
Dalle opere della prima maturità, che mostrano un viraggio stilistico in senso espressionistico, Bocchini pone come tema saliente della sua pittura il rapporto dell’uomo con la realtà. Gli oggetti che egli trasferisce sulla tela in forma di relitti e di rottami (ritorna frequentemente il tema delle barche squarciate) assumono un esplicito ruolo iconico, ponendosi come visioni riflesse della tragicità del vivere dell’uomo contemporaneo.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, soggiorna
in vari paesi medio orientali. Espone a Mosca, New York, Montevideo ed in
Iugoslavia e, successivamente, anche a Zurigo e a Parigi ed in altre capitali
europee. Lasciata la città natale, dalla fine degli anni Ottanta opera
prevalentemente in ambito veneto.
Bibl. essenz.: Mario Bocchini, testo di M. Valsecchi, catalogo della mostra, Siena 1968; G. Ruggeri, Mario Bocchini, catalogo della mostra, Alfonsine 1990.