
Forlì, 1927
Inizia a dipingere giovanissimo, guidato dallo zio Armando Barbieri, liutaio, musicista, attore e scultore. Nel 1950 esordisce a Forlì esponendo due grandi quadri realisti in una rassegna d’arte allestita al festival dell’Unità. Nel ’52 termina il dipinto murale raffigurante la Sepoltura di Cristo nell’abside della chiesa di Malmissole. E’ presente a vari concorsi nazionali d’arte. Nel 1959 la Galleria Bergamini organizza la prima mostra personale dell’artista a Milano. In quello stesso anno si reca a Parigi, dove entra in contatto con i maggiori esponenti delle avanguardie artistiche del dopoguerra. Allestisce mostre personali in diverse città della Francia. Nel 1964, è invitato al ‘Salon de Mai’, nel ’66 è tra i giovani artisti presenti alla mostra Grands et jeunes d’aujord’hui al Museo d’arte moderna di Parigi. Nel 1972, espone grandi ‘Mutabili’ a motore al Grand Palais e propone una sua mostra personale alla IX Biennale Internazionale di Mentone.
Nel corso degli anni Ottanta, durante i quali si dedica all’interior design e soprattutto a progetti d’architettura, realizza diverse mostre personali a Milano. Sue opere sono presenti nelle principali manifestazioni artistiche milanesi. Alla Triennale dell’ ‘84, propone un ‘Mutabile’ a motore nell’arredamento di un monolocale d’avanguardia progettato dallo Studio Anna Falletti. Gli anni Novanta vedono la nascita dei ‘Miroirs mirabolants’, mutabili autocreanti a superfici specchianti.
Bibl. essenz.: F. Bugani, P. Malucelli (a cura), Eugenio Barbieri. La mutabilità delle forme. I sei momenti della mutazione globalizzante, catalogo della mostra (Forlì, Palazzo Albertini, luglio-settembre 1998), Forlì 1998 (con bibl. prec. e apparati documentari).